1. Tante sono le figure, sanitarie e non, da settimane in prima linea per fronteggiare l’emergenza Covid-19. I farmacisti sono una delle principali, a contatto quotidiano con cittadini e pazienti, esposti continuamente al rischio di contagio. E con la naturale paura ad esso correlata. Esiste un lato positivo di questa paura? 

Il lato positivo è che la paura è un meccanismo naturale, è un emozione che tutti abbiamo, si manifesta a diversi livelli e c’è quindi una soggettività. Questo aspetto determina perché vi sono persone che si fanno sopraffare dalla paura e quindi vanno in tilt e altre che invece riescono a gestirla. Il valore della paura del Farmacista in questo momento lo rende più prudente: a) metodico nell’organizzare le misure di sicurezza (gestire distanze clienti, fare entrare uno alla volta, schermi protettivi, gel disinfettante ecc.. b) nell’utilizzo dei dispositivi personali (guanti, mascherine, visiere ecc..) c) nel capire ancora di più i clienti/pazienti perché anche loro, a loro volta hanno paura, quindi ci si sente più uniti. Il farmacista oggi fa anche un lavoro psicologico di rassicurazione e informazione alla propria utenza. 

Chi invece prende sottogamba la situazione e non ha paura, RISCHIA in prima persona

 

2. Quali strategie può seguire il farmacista per sfruttare il buono che c’è in questa paura, così da affrontare nel migliore dei modi il suo lavoro di tutti i giorni? 

Il suggerimento è quello di compiere tre azioni: 

A) CREARE DEI KIT che contengano due o tre prodotti che aiutino le persone in questo momento a prendersi cura di sé, visto che hanno più tempo del solito. 

Ipotizzo tre kit

  • KIT PELLE per una coccola
  • KIT DETOX per detossinare il proprio organismo visto che è primavera
  • KIT ENERGY per avere più energia o quant’altro ritenete che possa essere creato

B) COMUNICARE E INFORMARE i clienti delle iniziative legate ai prodotti (non si fanno eventi ma la comunicazione non può fermarsi) Quindi preparate una piccola presentazione di questi kit, potete magari differenziarli con dei colori (arancione energy, verde detox e rosa aacceso kit pelle) 

C) BOULE ED ESPOSITORI PER DARE VISIBILITA’ AI PRODOTTI 

D) Se siete in tanti in Farmacia e le condizioni lo consentono, attivare un SERVIZIO TELEFONICO, farlo è estremamente fidelizzante. Oggi la professione del Farmacista è apprezzata ancora di più. Se lo fate un esempio può essere farlo accompagnare da uno slogan tipo “Oggi il Tuo farmacista ti è ancora più vicino”

Valutare se inserirla…

 

3. Vediamo degli esempi pratici che i nostri amici farmacisti possono mettere in pratica facilmente…
Prendersi dei MOMENTI DI PAUSA per rilassarsi e ricaricarsi.  )

A) Portare l’attenzione al propria corpo e fare tre respiri diaframmatici profondi 

B) Chiudendo gli occhi concentrarsi sul nostro terzo chakra (a pochi centrimetri sotto l’ombelico) e sentiamo da lì attivarsi un energia di forza, coraggio e voglia di aiutare le persone

Quindi MI RILASSO E MI RICARICO PER TORNARE AL BANCO sentendomi più in armonia con la mia energia

 

4. Nei primi tempi, quando non si conosceva ancora la portata della pandemia, i farmacisti delle prime zone rosse che si trovarono a fronteggiarla dimostravano una forza d’animo e una sicurezza assai rara. Oggi che tutta Italia è in lockdown e tutte le farmacie sono in prima linea, pur mantenendo lo spirito di chi lavora per garantire la salute di tutti, i farmacisti sono molto provati. Secondo la sua esperienza quali sono le emozioni prevalenti e più naturali che si provano in questi frangenti?

Il livello di paura percepito come dicevo è soggettivo. Dobbiamo più che altro parlare di stati d’animo che sono sicuramente il sentirsi tesi perché SI TEME IL CONTAGIO, C’È L’INCERTEZZA e quindi alcune persone hanno il TIMORE DI NON FARCELA. La cosa importante è che la paura e gli stati d’animo correlati non degenirino nel burn-out. 

Recentemente è stata pubblicata, su Lancet, importante rivista scientifica, una review condotta dal King’s College di Londra finalizzata a studiare gli effetti negativi della quarantena a cui fu sottoposto il personale sanitario impiegato a fronteggiare le epidemie di Sars ed Ebola. Lo studio ha documentato un’altissima INCIDENZA D’INSONNIA, ANSIA, IRRITABILITÀ E DISTURBI DELL’UMORE che si sono protratti per anni a conferma della gravità del fenomeno che, ribadiamo ulteriormente, non deve essere sottovalutato. 

5. In assetto “da guerra” i farmacisti continuano ad affrontare il virus dalle loro trincee di plexiglas davanti alle casse, dotati di armature fatte di mascherine, guanti e visiere. E vengono a conoscenza di colleghi caduti sul campo, oggi otto in tutta Italia. Tutti reagiscono allo stress in modo emotivamente differente. Chi piange, chi ride nervosamente, chi tiene tutto dentro di sé. Anche i farmacisti. Cosa fare di queste emozioni?

QUESTE EMOZIONI VANNO ACCOLTE SENZA PORRE RESISTENZA (altrimenti si rischia di avere la paura di aver paura) facendole fluire e poilasciandole andare. La parola chiave è “Lasciare andare” Per lasciarle andare suggerisco delle visualizzazioni dove immagini che da te stesso le emozioni “tossiche” escano come portate via da un soffio di vento e quindi che si dissolvano. La stessa cosa può essere fatta concretamente durante una camminata immaginando che dietro di noi si perdano fisicamente tutte quelle tensioni e quelle resistenze che non ci servono più ma che sono servite nel momento in cui le abbiamo provate. 

 

6. Anche i farmacisti sono figli, genitori, mariti e mogli: come gestire l’emotività del proprio lavoro in ambiente domestico? Meglio lasciare tutto fuori dalla porta di ingresso o farla entrare con discrezione? 

E’ importante che in quel momento, quando indossi quel ruolo, tu sia un’altra persona. Il focus totale deve essere su quello che stai facendo e non sul timore di essere contagiato o che i tuoi cari possano stare male.  Questi pensieri generano ansia e noi invece dobbiamo proteggerci attivando il meccanismo della serenità, del lasciar fluire e permettere alla naturale armonia delle cose di fare il suo corso.